
Noi non facciamo male a nessuno, l'omofobia sì
Alla redazione del Giornale degli Studenti.
Abbiamo letto l'articolo a proposito della famiglia apparso sulle pagine del vostro giornale lo scorso giugno, firmato dalla studentessa P. C. e sentiamo il bisogno di rispondere alle offese che pensiamo ci siano state rivolte, con qualche precisazione, anche a nome di tutti i ragazzi e le ragazze omosessuali dei nostri Licei. Nell'articolo di P., per chi non avesse avuto modo di leggerlo, l'omosessualità è stata descritta come "una devianza catalogata nei volumi di medicina", le persone omosessuali sono state dipinte come attentatori alla sicurezza delle "fondamenta della società", in ultima analisi come dei folli "più propensi alla tossicodipendenza e ad azioni di autolesionismo", oltre che "contro le leggi della natura".
Innanzitutto è nostra premura specificare che l'APA (Associazione Psichiatrica Americana, che con i suoi 148.000 membri è la più grande associazione di psichiatri al mondo) ha eliminato l'omosessualità dal suo Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders già nel 1973, perché non erano presenti prove scientifiche per poterla catalogare come malattia. La posizione ufficiale (1) attuale dell'APA è che l'omosessualità non è un disordine mentale. L'associazione, anzi, esorta i suoi membri a combattere contro le discriminazioni negli stati ove siano presenti. Seconda voce, ancor più autorevole, è quella dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha, allo stesso modo, rimosso l'omosessualità dall'elenco delle affezioni mentali nel 1974 (2). Dopo questa decisione, la posizione del mondo scientifico riguardo l'omosessualità è che si tratta di una “variante del comportamento sessuale umano” e non più di una “deviazione sessuale”.
Sosteniamo, perciò, che le gravi accuse dell'articolo, in contrasto con posizioni di organismi soprannazionali, abbiano scarso valore o che le fonti siano state erroneamente interpretate dalla nostra compagna.
Sperando di aver meglio spiegato le recenti opinioni del mondo scientifico in merito e di aver fugato ogni dubbio di chi ci legge, ci permettiamo anche di mettere in discussione la legittimità della pubblicazione dell'articolo di P.. A nostro avviso, infatti, oltre a trasmettere notizie riconosciute false (come ampiamente dimostrato nel paragrafo precedente), contribuisce alla disinformazione sui temi dell'identità sessuale (che giudichiamo importanti per l'età adolescenziale) e incita all'omofobia. Perciò, vista la “Risoluzione del Parlamento europeo sulla protezione delle minoranze e le politiche contro la discriminazione nell'Europa allargata” (3), crediamo giusto chiedere che, in futuro, la pubblicazione di affermazioni simili sia preceduta da un'attenta riflessione. Parlando di omosessualità, non ci si accorge che essa non è una realtà lontana anni luce dal nostro ambiente, aliena e straniera: tra coloro che hanno letto quell'articolo zeppo di pregiudizio c'erano molti ragazzi gay e ragazze lesbiche, perché essendo l'omosessualità solo una delle tante componenti l'identità di una persona, la troviamo in tutti gli ambienti, in tutte le fasce d'età, in tutti gli strati sociali, molto più di quanto tanti pensino.
Noi non facciamo male a nessuno, l'omofobia sì. Possiamo affermare questo anche alla luce di eventi di cui troppo poco si discute al di fuori degli ambienti omosessuali, come il recente suicidio del nostro coetaneo Matteo a Torino, dovuto ad attacchi di omofobia nei suoi confronti.
Per questo motivo riteniamo giusto e doveroso far sentire la nostra voce.
Ci firmiamo con un indirizzo email: questa è una lettera aperta, e non ci dispiacerà discutere ancora di quello che abbiamo scritto.
1. http://healthyminds.org/glbissues.cfm (punti 2 e 5)
2. è successiva di qualche anno l'esclusione dell'omosessualità ego-distonica, associata cioè a problemi di mancata accettazione della propria sessualità.
3. Punto 21, n°4: “Il Parlamento Europeo [...] invita le istituzioni dell'Unione europea, gli Stati membri, tutti i partiti politici democratici europei, la società civile e le associazioni ad essa appartenenti a [...] condannare tutti gli atti di violenza omofobica o transfobica, ivi incluse le molestie, le umiliazioni e le aggressioni verbali o fisiche, sia da parte dello Stato che di singoli individui.”