
Introduzione
Mi presento: mi chiamo Simone, ho 19 anni e quest’anno comincio l’univesità a Padova, informatica.
Sono bisex, l’ho scoperto purtroppo non molto più di due anni fa.
Dico purtroppo non per il fatto in sè di esserlo, ma per come e quando l’ho scoperto.
Ovviamente lo sono sempre stato, ma rifiutavo che potesse essere possibile: certo, nessun problema se un amico mi avesse detto di non essere etero, ma per me stesso era un altro discorso.
Mi dicevo: Dai, fino a poco temto fa eri innamorato perso di una ragazza -che, tra parentesi, non era bellissima, ma si sa, l’amore è cieco- è impossibile che ti piacciano i ragazzi, lascia perdere...
Ricordo, tra le varie cose, che in prima superiore mi ero preso una cotta per il mio compagno di banco... dicevo a me stesso che non era possibile, mi stavo immaginando tutto, e mi feci anche spostare di banco per non stargli più vicino, ma nonostante questo, spesso pensavo a lui e in classe spesso lo fissavo, cercando di non farmi scoprire però.
Dopo è stato bocciato e l’ho dimenticato.
Questo fatto mi è tornato in mente dopo che ho cominciato ad accettare l’idea di essere bisex, e ho rimpianto di non essermi accettato all’epoca e di non aver provato a buttarmi con il ragazzo in questione.
Poi è successo un fatto molto particolare, anche se, da quanto ho visto, molto comune, che mi ha spinto affrontare la questione: mi sono innamorato del mio migliore amico.
Non è successo tra i banchi di scuola, ma voglio raccontarvelo lo stesso.
Era un giovedì sera di metà Giugno, avevamo formato una squadra di calcetto tra amici per partecipare al torneo annuale del paese. Avevamo appena perso una partita, io ero seduto, stanco, sulla panchina, ed il mio amico, che chiamerò A. per rispetto verso di lui, stava camminando, deluso, su e giù sull’erba davanti di me guardando per terra.
Ad un certo punto, passando davanti di me, continuando a camminare ha alzato lo sguardo e per un attimo mi ha guardato, per poi continuare come prima, ed i nostri occhi si sono incrociati: non so cosa ho visto nei suoi stupendi occhi azzurri, ma per me quell’istante è durato un’eternità, mi sono sentitto attraversare da una potentissima scarica elettrica... il classico colpo di fulmine.
Ne rimasi talmente sconvolto che dopo, tremando, dissi ai miei amici che mi avevano chiesto di andare a mangiare un gelato che ero troppo stanco e che volevo solo andare a letto.

Il primo “coming out”
Passai i mesi successivi nel caos più totale, ogni volta che lo guardavo sentivo una fitta al cuore, inoltre, abbastanza spesso facevamo giochi da adolescenti, del tipo, si sedeva sopra di me e fingevamo di baciarci, cose così... Ogni volta provavo un desiderio per lui irrefrenabile, che mi mandava ancora di più “nel pallone”, ancora adesso non so come ho fatto a resistere per tutto quel tempo.
Dopo quasi 6 mesi di inferno, che vi lascio immaginare, avevo deciso di dirglielo... era giusto così, sia per me che per lui... Però non trovavo mai il coraggio di farlo.
A volte il destino ci viene incontro: una sera, mancava poco a capodanno, alle prove del coro, a me ed un’altro amico, A. ci fa: Ragazzi, che ne dite se per capodanno ci baciamo? perchè? Così, tanto per fare una cazzata... Capirete che non potevo rispondergli Sai, è la cosa che vorrei di più nella mia vita!, così feci il vago e titubante...
Alla sera gli mandai un messaggio, chiedendogli se stava scherzando o se parlava seriamente, e mi rispose ( con mio immenso dispiacere ) che stava scherzando, chiedendomi se invece io ero serio.
Da lì si è insospettito, e mi disse che aveva intenzione di parlarne...
L’occasione di farlo arrivò dopo capodanno: e qui cominciò un lungo percorso che durò qualche mese, perchè io stesso non riuscivo a parlarne, e mi blocavo, per poi riprendere quando me la sentivo.
Inizialmente rimasi sul vago, non gli feci capire che mi ero innamorato di lui, ci girai molto intorno diciamo, avvicinandomi sempre di più...
Ormai credevo l’avesse capito, ma poi scoprii che secondo lui provavo per lui solo un’attrazione fisica, così una sera lo fermai un attimo mentre gli altri stavano andando via (erano venuti a casa mia a mangiare una pizza) egli dissi: Senti, tanto per mettere le cose in chiaro... si? e io, guardando per terra Ti amo... e A., rimasto di stucco: Seh! (come a dire, cavolo, sul serio?!?) io lì sono scappato piangendo... Bè, non potevo aspettarmi chissà cosa, visto che comunque aveva anche la morosa, e ce l’ha tutt’ora, ed in fondo non sapevo neanche io cosa mi aspettassi sinceramente...
Siamo rimasti buoni amici, ma il nostro rapporto è cambiato radicalmente purtroppo.
Però mi ha molto aiutato, e non nego di essere stato molto fortunato.
continua...