Tristemente l’attualità ci mostra che il bullismo ha chiari legami con l’omofobia e che entrambe queste manifestazioni di intolleranza e presunzione sono ormai i nemici pubblici di tutta la società.
Sì perché frequentare una scuola dove avvengono atti di bullismo non é problematico solo per i bersagli ma per tutta la popolazione studentesca che si trova a vivere in un clima di tensione e prevaricazione.
L’omofobia si mostra inoltre in molte situazioni all’ordine del giorno: la battuta sull’effeminatezza di un ragazzo per strada, gli insulti e le offese, l’abitudine a sottintendere i gusti sessuali secondo lo schema: noi = etero, loro = tutti gli altri, le domande personali ad un colloquio di lavoro, per non parlare delle aggressioni e violenze che purtroppo avvengono ciclicamente anche in Italia… tutte queste sono forme di omofobia, sono gesti di discriminazione. E’ vero che chi fa una battuta, magari, non vuole offendere nessuno, ma dà per scontato qualcosa, qualcosa che abbiamo addosso, che è parte della cultura o del sentire comune: definire l’eterosessualità come normale e dare per scontato che i ruoli di genere sono stabiliti da sempre e insensibili al cambiamento.
Inoltre, se le statistiche affermano che le persone omosessuali e bisessuali sono circa il 10% della popolazione in ogni gruppo determinato (posto di lavoro, scuola, famiglia, squadra sportiva...) è facile immaginare che se si prendono in considerazione anche tutte le persone che possono avere dei legami con omosessuali e bisessuali come familiari, amici, vicini di casa, il numero delle persone che potrebbero sentirsi offese da certe frasi, certi gesti, certe immagini aumenta in maniera esponenziale.
Questo è ciò che ci proponiamo di cambiare. O perlomeno, ciò che vorremmo rendere comprensibile e condivisibile.
Non è sempre facile attivarsi, mobilitarsi, fare qualcosa per cambiare la società, cambiare la realtà. Non è facile certo, ma quando si inizia è difficile smettere!
E soprattutto quando si hanno nelle mani delle buone occasioni come una giornata intitolata al proprio ambito di attivismo, non si possono lasciare correre via. Per questo siamo ancora a insistere, a dire a voce sempre più alta che i pregiudizi verso le persone omosessuali, bisessuali e transessuali sono ancora tanti e che c’è bisogno di tanta forza per arrivare a fare capire che l’eterosessualità non è normale, è solo più comune!
Il 17 maggio, Giornata Internazionale di Lotta all’Omofobia, è un appuntamento importante per tante realtà europee, mondiali e italiane.
Il 17 maggio noi ci siamo perché le discriminazioni non abbiano più possibilità di diffondersi, perché la verità e il confronto siano la base comune della società civile, perché la gente sappia che essere diversi non è un male, anzi, che in questo mondo nessuno è uguale e che tutti e tutte siamo solo persone, esseri umani, uguali, diversi e altri.