La lingua perduta delle gru di David Leavitt
Mondadori, 1987, pp. 341
Quando Peter ha finalmente il coraggio di confessare la sua omosessualità ai genitori mai e poi mai potrebbe immaginare il profondo turbamento che questa rivelazione ha il potere di innescare. Suo padre, un uomo di mezza età come ce ne sono tanti, si trova improvvisamente a dover fare i conti con un’identità sessuale per tanti anni repressa e quindi tormentata e lacerante. Lo ritroviamo così a cercare di farsi consolare -siamo nell’era pre-internet- dai telefonisti di un telefono erotico per gay e a vagare in preda ad una confusione desolante.
Un bel romanzo, che scorre leggero ma che arriva in profondità, una lettura difficile da interrompere e da cui non ci si vorrebbe staccare prima dell’ultima pagina.