Carol di Patricia Highsmith
Bompiani, 1952, pp. 284
Un romanzo a cavallo tra il genere giallo e quello sentimentale, la storia dell’incontro tra due donne diverse, con sogni e aspirazioni divergenti ma che riescono ad amarsi in modo tormentato e appassionato.
Therese, la diciannovenne protagonista, lavora in un grande magazzino di giocattoli ma aspira a fare la scenografa. Sta attraversando una profonda crisi nel rapporto col suo fidanzato e decide di lasciarlo prima di partire per l’Europa. È qui che conosce Carol, una donna di mezz’età, bellissima, raffinata ed affascinante, alla ricerca del regalo di Natale per la figlia. Carol e Therese si conoscono e al loro ritorno negli Stati Uniti viaggiano in lungo e in largo nello stato di New York, approfittando delle lunghe ore in automobile per parlare e approfondire il loro rapporto.
Un libro molto romantico, fatto di piccole emozioni, intriso di una lentezza narrativa che contrasta col ritmo frenetico della vita di tutti i giorni. Sciarpe, neve, cappotti e riscaldamento. Un romanzo ben scritto, ideale per una lettura invernale davanti ad una tisana fumante, pieno di sentimenti ma con quel tanto di suspence che basta a non renderlo stucchevole.