Che differenza c’è tra essere omosessuale e avere comportamenti e desideri omosessuali?
Se mi innamoro della mia compagna di banco significa che sono lesbica? Se mi ritrovo ad amoreggiare in un prato con un amico di mio cugino, vuol dire che sono gay? O ancora, se incontro la famosa dichiarazione del poeta Christopher Marlowe (1564-1593) “solo un cretino può dire di non amare il tabacco e i ragazzi”, vuol dire che già nel '500 esistevano i gay?

La questione è complessa: comportamenti omosessuali sono sempre esistiti. Esistono tra gli animali, esistono in differenti culture e hanno caratteristiche specifiche.
Per esempio, i ragazzi della comunità dei sambia, in Papua Nuova Guinea, per una fase della loro vita hanno rapporti sessuali con persone dello stesso genere, come una pratica rituale. Poi, da una certa età in poi hanno rapporti sessuali con persone di genere diverso.
Che siano tutti gay che improvvisamente si scoprono etero?! Ovvio che no!!
Definire la propria identità anche attraverso il proprio orientamento sessuale - definirsi etero, gay, bisessuale, lesbica o pansessuale - è tipico dell’idea contemporanea e occidentale della sessualità in cui se vai a letto con un uomo o con una donna, le cose cambiano parecchio!
Dicevamo, idea contemporanea della sessualità. Eh, sì, perché anche la parola “omosessualità” ha una sua storia e ben recente: arriva un bel po’ dopo delle esperienze di Greci e Romani e anche dopo le invettive di condanna di alcuni passaggi biblici. La parola è coniata nel 1869 da Karl Maria Benkert come termine medico. Prima c’era la sodomia e qualche squarcio di visibilità e definizioni per i rapporti tra donne.
Infine, occidentale. Molte culture, infatti, prevedono un “terzo sesso” dagli Hijiras indiani ai banci di Giava. In entrambi i casi si tratta di uomini che assumono l’identità di donna e che possono avere rapporti con uomini “eterosessuali”. Si tratta quindi di definizioni e ruoli autonomi rispetto allo schema “LGBT”. E sono solo alcuni esempi.
Anche sotto l’aspetto delle definizioni dei comportamenti sessuali, però, la globalizzazione ha cambiato le cose: non si osserva solamente una sostituzione della sessualità “tradizionale” con una “occidentale”, ma ad una fusione di questi due aspetti in cui “nuove” pratiche e categorie sessuali emergono in “contesti di disgregamento culturale e di disuguaglianza economica”.
Le informazioni qui presentate sono tratte da:
Il secolo gay, Diario, anno VI,n. 1
Robert W. Connell, Questioni di genere, Il Mulino 2006.